Edouard Glissant – Navigare tra due impossibili
Edouard Glissant, scrittore, poeta e saggista, attivissimo intellettuale, professore universitario e autore teatrale, è considerato «l’un des plus grands écrivains contemporains de l’universel» (Jacques Cellard, Le Monde) e sicuramente tra i maggiori scrittori ed etnografi contemporanei.
Nato nel 1928 a Sainte-Marie, in Martinica, lascia la sua isola natale per proseguire gli studi a Parigi, alla Sorbona, dove perfeziona la sua preparazione filosofica e dove collabora a riviste, come Les lettres nouvelles, che Glissant dirige insieme a Roland Barthes, e si impegna nella politica anticolonialista. Il suo percorso letterario conosce poi una svolta nel 1958, quando il suo romanzo La Lézarde riceve il premio Renaudot..
Nel 1961 Glissant partecipa alla costituzione del Front Antillo-Guyanais, che milita per una decolonizzazione delle Antille e della Guyana francesi, ma il gruppo viene sciolto dal generale De Gaulle. Tornato in Martinica nel 1965, vi fonda l’Institut martiniquais d’études, e pubblica, fra l’altro, il Discours Antillais (1981).
Dopo aver diretto per qualche anno il Courrier de l’Unesco, Glissant ottiene l’incarico di Distinguished Professor all’Università della Louisiana. Nel 1994 la City University of New York gli offre una cattedra di letteratura francese. Negli ultimi anni numerosi premi e riconoscimenti internazionali, come ad esempio la laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Bologna (2004), hanno contribuito a mettere un pubblico sempre più vasto a contatto con i suoi scritti. Nel gennaio 2006, Edouard Glissant si è visto affidare dall’ex presidente francese Jacques Chirac la presidenza di una missione per la creazione di un Centro nazionale consacrato alla tratta degli schiavi e allo schiavismo.
L’opera di Edouard Glissant è attualmente pubblicata dalle Editions Gallimard.
Il romanzo più celebre di Glissant, Le Quatrième siècle, del 1964 è stato tradotto in italiano, 40 anni dopo l’edizione originale, per le Edizioni Lavoro. L’intrigo, vertiginoso, abbraccia tutta la storia della Martinica, dall’inizio della tratta degli schiavi a oggi. Le conversazioni tra un giovane inesperto e un anziano quimboiseur visionario, tracciano le traversie di due famiglie unite da legami complessi, di volta in volta d’odio o d’amore. Le loro vicende proliferanti nascono nella stiva della nave negriera e continuano fino ad oggi, evocando una parte della storia martinicana raramente narrata dai libri di storia. La terribile esperienza collettiva della tratta e della schiavitù diventa qui un eccezionale affresco, che lascia intuire le profonde ripercussioni di questa storia drammatica sulla vita di oggi. Si tratta di un romanzo avvincente e, appunto, visionario: Glissant racconta spesso che l’episodio del Quarto Secolo che ha immaginato per spiegare l’origine dei cognomi martinicani è stato citato da una rivista di araldica. Questo aneddoto mostra quanto, per questo scrittore, l’immaginazione abbia una valenza conoscitiva, ma dà anche la misura della potenza delle scene che descrive. Per questo, Il Quarto secolo è un romanzo fondamentale per avvicinarsi alla Martinica.
I suoi saggi tradotti in italiano, Poetica della relazione e Poetica del diverso, costituiscono una discreta sintesi di un pensiero che tuttavia è in continua evoluzione e si sottrae consapevolmente alle definizioni critiche. Il “pensiero della traccia” di Glissant si distingue infatti dai sistemi di pensiero occidentali. Molto importanti nelle sue ricerche, l’imprevisto che nasce dalla creolizzazione, e la fascinazione per le storie che, dal passato, possono aiutarci a interpretare il presente e a vivere il futuro.
Autore conosciutissimo all’estero meriterebbe sicuramente una maggiore visibilità nell’editoria italiana che per ora ci offre in traduzione Il quarto secolo, Edizioni Lavoro, 2003, la Poetica del diverso, Meltemi, 2004, la Poetica della relazione, Quodlibet, 2007, Il pensiero del tremore, Libri Scheiwiller 2008, Quando cadono i muri, dialogo con Chamoiseau Patrick, Nottetempo 2008,