Teatro Potlach – Il racconto dell’isola sconosciuta
E voi, a che scopo volete una barca, si può sapere, fu quello che il effettivamente gli domandò q […]. Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo. Che isola sconosciuta, domandò il re con un sorriso malcelato, quasi avesse davanti a sé un matto da legare […]. L’isola sconosciuta, ripetè l’uomo, Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Chi ve l’ha detto, re, che isole sconosciute non ce ne sono più, Sono tutte sulle carte, Sulle carte geografiche ci sono soltanto le isole conosciute, E qual è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca, Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta, […].
E l’isola sconosciuta, domandò l’uomo al timone, L’isola sconosciuta è qualcosa che non esiste, non è che un’idea della vostra mente, i geografi del re sono andati a controllare sulle carte geografiche e hanno dichiarato che isole da conoscere non ce ne sono più da un sacco di tempo.
[…] Allora l’uomo l timone vide una terra in lontananza e volle passarci davanti, fare finta che fosse il miraggio di un’altra terra, un’immagine giunta dall’altro capo del mondo attraverso lo spazio, ma gli uomini che non erano mai stati dei marinai protestarono, dissero che volevano sbarcare proprio lì, Questa è un’isola della carta, urlarono, vi ammazzeremo se non ci porterete fin là.
José de Sousa Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922) è uno scrittore, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.
Il Potlach, compagnia storica del teatro di strada italiano degli anni settanta deve il suo nome al tipo di spettacolo che gruppi come l’Odin Teatret portarono in quegli anni in Italia, basato appunto sul concetto di baratto. Potlach vuol dire infatti scambio, baratto, spreco. È un termine delle tribù nordamericane del nord ovest, si riferisce alle grandi feste d’inverno, che duravano più giorni e solennizzavano ricorrenze speciali, con canti danze mascherate e banchetti, e un numero infinito di invitati; e terminavano con larga distribuzione di doni agli invitati in cui si esaurivano talvolta tutti i beni del donatore. Al potlach si rispondeva con un potlach a tempo debito. E’ chiara quindi l’intenzione di vivere il teatro come uno scambio continuo, nell’intenzione di vivere un piccolo paese come un momento di sollievo e nello stesso tempo come un’occasione per cogliere piccoli dettagli della vita come dell’arte. Il teatro Potlach lo fa sia con produzioni classiche (Turandot, Felliniana, Uragani, Viva la vita, Per Edith Piaf, Hotel Europa), sia con spettacoli di strada e adattati ad un pubblico di ragazzi e bambini. Per conoscere meglio le attività di questa piccola, ma importante realtà si può visitare il website www.teatropotlach.org