Ida Travi - La culla sul mare

La tazza o il dischiudersi delle labbra

INTERVISTA A IDA TRAVI

a cura di Antonio Loreto

Ida Travi

D. Come spesso è bene fare, partiamo dalla fine: nella nota che chiude L’aspetto orale della poesia tieni a precisare che si tratta di un lavoro più vicino ad un’opera poetica che a una raccolta di saggi. E in effetti le tue argomentazioni non si affidano a un procedere razionale bensì ad immagini suggestive, come quella della tazza. Soffermiamoci proprio su questa: che cosa significa, e a che cosa rimanda?

R. L’aspetto orale della poesia è uscito anni fa in prima edizione per Anterem (2000) ed è stato rieditato, in III° edizione, da Moretti&Vitali nel 2007. Si tratta di appunti e note che ho scritto in varie occasioni di studio e seminari tenuti a Verona nella seconda metà degli anni ’90.
‘Se una tazza appoggiata sul tavolo in una sera invernale’ è l’immagine che apre il libro… A sua volta Luisa Muraro nel suo libro Il Dio delle donne colpita da questa immagine la riprende come figura mistica. E forse è un po’ così. Nella mia idea, la tazza rimanda sicuramente a qualcosa di sacro. Ma cosa sia quel sacro è difficile da dire, non va inteso in senso religioso. Contiene piuttosto qualcosa di contadino, contiene cioè qualcosa delle mie origini, si legge chiaramente nella pagina Lo spirito della Contadina profonda.
La stanza, il tavolo, la tazza sopra: stanno lì in una luce serale. Qualcuno entra e vede la tazza. Capisce che è un invito. La tazza contiene qualcosa di liquido che altrimenti andrebbe disperso… la tazza raccoglie qualcosa che potrebbe fluire. Latte, acqua… In un altro libro Diotima e la suonatrice di flauto, un atto tragico che ho scritto per il teatro, c’è invece un gineceo dove latte e sangue sono senza tazza: infatti intorno c’è violenza, dispersione, perdita. Insomma la tazza rinnova rimanda al gesto salvifico del bere accostando le labbra, accostando le labbra come si fa per un bacio.
Le labbra però si schiudono anche nel linguaggio, nella parola, amorosa o crudele che sia.

continua a leggere l’intervista qui…

Il corpomente della parola
Di francescomarotta

Ida Travi LibriAlle prese con uno dei percorsi poetici e artistici più suggestivi, originali e fecondi della letteratura italiana contemporanea, quale quello che Ida Travi viene disegnando ormai da anni (a dispetto della critica accademica, dei suoi limitati orizzonti e dell’obsoleta autoreferenzialità dei suoi strumenti d’indagine, ma nel rispetto più totale da parte di tanti poeti, artisti e filosofi che hanno eletto la sua opera a termine di confronto ineludibile), Alessandra Pigliaru ci regala, con la profondità di analisi delle sue note di lettura e delle sue intuizioni critiche, un saggio che, pur circoscritto al confronto con le ultime prove dell’autrice vicentina, ha il valore di una vera e propria mappa ermeneutica della sua produzione complessiva, capace di illuminare le ragioni profonde che ne animano la scrittura, tanto sul versante creativo che su quello della ricerca teorica. Ciò che emerge all’abbraccio dello sguardo di chi legge è il respiro carnale, antico e sempre nuovo, di una visitazione che lascia tracce della stessa natura dei paesaggi attraversati; una costellazione di segni e di indizi che orientano tra le pieghe e gli anfratti di un corpo-parola che declina coordinate e accenti inconsueti per e sulle rotte del pensiero; il colore, la forma e il suono della quiete e del moto, dell’ombra e della luce che si rincorrono fino a riconoscersi e a confondersi negli specchi di una nominazione che non distingue; l’eco indefinibile e inafferrabile dei margini sottratti, tentati ed esplorati con la tensione aurorale, la levità e il doloroso stupore del primo passo; il rovesciamento azzerante dei confini linguistici dati, attraverso l’utilizzo, in chiave di contrasto, di un alfabeto erratico, metamorfico, che è voce di un silenzio interrogante, parto inesauribile di livelli molteplici di significazione, alternanza di mondi albeggianti o declinanti, fraterna adesione al ritmo segreto e al trascorrere delle cose nel mistero intangibile della finitudine, febbre elementare delle origini che permea e indirizza ogni sapere, ogni approdo sperato e il suo umanissimo rivelarsi e sciogliersi in altri versanti di un unico cammino. Ciò che emerge è questo: questo dire, questa voce che dalle pagine di Ida Travi ci chiama, ci mostra il nostro volto perduto, ci parla dalla sommità o dall’abisso, nella vertigine di una comune, inesprimibile domanda. (fm)

Il corpomente della parola.
Saggio-conversazione intorno alla poetica di Ida Travi

continua a leggere il saggio qui…

Ida Travi, poetessa. Scrive anche per la musica e il teatro. La sua poesia è inscritta nel rapporto oralità/scrittura. Cura personalmente la regia e la messa in scena delle sue opere. Ultime pubblicazioni : Diotima e la suonatrice di flauto, Baldini Castoldi Dalai- La Tartaruga 2004, L’aspetto orale della poesia Selez. Premio Viareggio 2001, 3° ediz.Moretti&Vitali 2008, La corsa dei fuochi poesie per la musica Moretti&Vitali 2007, Neo/Alcesti canto delle quattro mura, Moretti&Vitali 2009

ALTRO MATERIALE IN RETE

Per una bio-bibliografia completa di Ida travi : http://www.anteremedizioni.it/staff_ida_travi
Per ascoltare il radiodramma “Tu sei soltanto in allarme” http://www.anteremedizioni.it/tesi_di_laurea_su_ida_travi
Stefano Gugliemin su Ida Travi http://golfedombre.blogspot.com/2009/05/ida-travi.html

Scrivi un commento