Il Funambolo – Speranze residue: Utopia

Speranze residue: U-topia

una sperimentazione de il Funambolo su Utopia, di Thomas More

Quello delle utopie è essenzialmente un mondo testuale: di conseguenza esplorare l’isola utopica è un atto allo stesso tempo linguistico e meta-letterario. “Speranze residue: Utopia” è un viaggio che si compie attraverso la sperimentazione e l’improvvisazione sul testo letterario (Utopia di Thomas More) e sullo spartito musicale attraverso il metodo del cut-up e del fold-in, con riprese dal vivo e proiezioni che amplificano il gesto degli autori/attori.

In quattro quadri/performance si compie il viaggio di ricerca di Utopia: il primo quadro mette in scena il naufragio, il secondo racconta l’approdo sull’isola e la sua scoperta geografica, il terzo agisce sul cuore del testo di More con la sua progressiva frammentazione volta a una ricostruzione improvvisata e casuale, il quarto racconta l’uscita da Utopia e la cacciata dall’idea stessa di utopia.

Nell’estate del ’59 il celebre scrittore statunitense William Burroughs comincia ad applicare alla propria scrittura il cut-up method sulla scia di sperimentazioni artistiche come il ready made duchampiano e il collage dadaista, la musica di John Cage e la scrittura automatica di Tristan Tzara; si tratta di scomporre in frammenti un testo e di ricombinarne l’ordine casualmente, oppure di mescolare i frammenti di più testi fino a renderli un’unica opera. Con Speranze residue: Utopia si propone un’improvvisazione che sperimenta sul testo letterario e sullo spartito musicale, facendone residui di un testo che andranno a comporre continuamente nuovi testi, proliferanti di significati altri. L’azione sul testo è presente nei quattro quadri con modalità e tecniche differenti, legate allo sviluppo del viaggio e al procedere delle quattro fasi messe in scena nei quattro quadri/performance.

La messinscena si sviluppa attraverso un dialogo fra attori e linguaggi diversi, con una struttura costruita sulla accumulazione e lo scontro fra voci, suoni, immagini e gesti diversi. L’attore e il musicista si fronteggiano nello spazio scenico, al loro fianco due telecamere seguono e riprendono dal vivo i loro gesti, che vengono proiettati alle loro spalle, amplificando l’effetto delle loro azioni. Il pubblico si trova così dinanzi alla visione generale dei due artisti che dialogano e che frammentano i propri spartiti, e allo stesso tempo può osservare i particolari dei loro gesti e il ricombinarsi dei testi sotto i loro occhi.

Speranze residue: falling to pieces è stato prodotto per “Tabula Rasa”, un progetto di Denis Isaia all’interno della sede bolzanina di Manifesta 7. Speranze residue: utopia procede dal nucleo di quel lavoro e debutterà a fine luglio al festival Azioni Inclementi di Schio.

Speranze residue: Utopia

voce: Andrea Caltran

sax: Stefano Carloni

camera 1: Tiziana Poli

camera 2: Guido Laino

regia video live: Marco Furgeri

il Funambolo è una piccola intrapresa artistica: un viaggio gaio e ardito lungo il filo d’una passione condivisa, e insieme un esercizio d’equilibrio fra competenze e interessi eterogenei: la letteratura, il cinema, la musica, il teatro e la fotografia.

Obiettivo del Funambolo è di raccogliere attorno a sé una rete di artisti, intenzionati a promuovere la propria arte e a partecipare a lavori collettivi. Da qui la propensione a ideare e realizzare eventi-contenitore che, sotto la regia del Funambolo, permettono l’incontro fra artisti e arti differenti.

Fra le principali attività del Funambolo troviamo l’omonima rivista trimestrale, il circo(lo) Wallenda (piccolo spazio aperto a molte e varie proposte d’arte), il Festival CinemaZERO, allestimenti, messinscene anti- teatrali, e laboratori.

il Funambolo è formato da Marco Furgeri, Guido Laino, Tiziana Poli, e ha sede a Trento.

www.ilfunambolo.it - info@ilfunambolo.it

Produzioni:

L’assedio (Portobeseno, 2006)

Tecla (2006)

I viaggi del Signor Cielestino (2006)

Il suolo ti farà vacillare (2007)

L’altra voce (2007)

Speranze residue I: “Avrei preferenza di no”, disse (Manifesta 7, 2008)

Speranze residue II: falling to pieces (Manifesta 7, 2008)

Speranze residue: utopia (Azioni Inclementi, 2009)

Andrea Caltran è un attore veneto di trentaquattro anni che vanta numerose esperienze nel teatro per adulti e per l’infanzia con, fra gli altri, la fondazione AIDA, il TPO di Prato, il Viva Opera Circus e la Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona.

Stefano Carloni è un musicista trentino che vanta diverse collaborazioni come sassofonista e chitarrista. Attualmente suona con The Huck Z. and the Amazing Voodoo Arkestra e con i Psychedelic Dildos.

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