Mirko Artuso – La lingua di Venerdì

Foe
J. M. Coetzee
Susan Barton, alla vana ricerca di una figlia rapita, naufraga in un’isola abitata solo da un uomo enigmatico, Cruso, e dal suo servitore, Venerdí. Del loro passato, Susan riesce a sapere poco o nulla. Cruso le rivela solo che Venerdí è incapace di parlare: qualcuno (mercanti di schiavi? Cruso stesso?) gli ha mozzato la lingua quand’era ancora bambino, condannandolo a un eterno silenzio. Dopo la morte di Cruso, Susan, salvata e riportata in Inghilterra insieme a Venerdí, ha un unico desiderio: che uno scrittore, Foe, racconti dell’isola, di lei, di Cruso e, soprattutto, dia voce al silenzio di Venerdí, che, giorno dopo giorno, si fa insopportabile. Ma il sogno di dare al servitore la libertà, una vita migliore in Inghilterra e di offrirgli infine la possibilità di far ritorno in Africa, nella sua terra, si rivela impossibile. Muto e indifeso com’è, sarà sempre uno ’schiavo’, in balia degli altri, interpreti, per forza di cose infedeli, dei suoi desideri. Com’è possibile raccontare in tutta la sua verità una storia - qualsiasi storia -, le cui radici sprofondano nell’oscurità del silenzio, senza naufragare nell’insignificante? Questo il cruccio di Susan, il problema di Foe, e, in ultima analisi, dello scrittore: dire il “non detto”.
Coetzee reinventa la vicenda di Robinson Crusoe, puntando lo sguardo sulla seduzione e la tirannia del narratore, destinato ad aggirarsi, come tutti, nel labirinto della vita, ma con quel piú di consapevolezza attonita davanti al mistero che avvolge il senso di ogni esistenza: di Susan, di Cruso, signore di un’isola brulla e priva di fascino, di Foe stesso, perduto in un mondo di fantasmi cui fatica a dare la consistenza del vero, e soprattutto di Venerdí, la cui umana vicenda sembra scritta da un dio ancora più oscuro ed enigmatico

Mirko Artuso

attore, regista, artista visivo

Inizia la sua attività di attore - narratore nel 1987 con la compagnia Laboratorio Teatro Settimo di Torino con gli spettacoli: Nel tempo tra le guerre, Libera Nos, La storia di Romeo e Giulietta (premio UBU 1991), Trilogia della Villeggiatura (biglietto d’oro 1994) tutti diretti da Gabriele Vacis.
Si è formato lavorando in stretta collaborazione con attori e registi come: Laura Curino, Marco Paolini, Eugenio Allegri, Marco Baliani, Cesar Brie, Carlo Boso, Enzo Toma.
La sua ricerca artistica si basa sul continuo confronto tra il linguaggio poetico del teatro e l’interpretazione della realtà e dei luoghi, in cui si manifesta. Le sue creazioni muovono dalla necessità di raccontare.
Ideatore e regista di progetti teatrali e performance multimediali tra cui: Greco cerca Greca da F. Durrenmatt (premio E.T.I 1995) La storia de Nane e La Gigia progetto teatrale sulle opere di R. Pascutto con S. Buzzatti e le musiche di S. M. Ricatti, Visioni e Barene con R. Biagiarelli e S. Buzzatti (Festival delle Ville, Venezia), Una serata anonima con la drammaturgia di Giulio Mozzi (produzione Fantaghirò di Padova) Il pranzo di Babette con L. Curino ed E. Toma (Bassano Opera Festival), Ristorante Mediterraneo con M. Schuster e A. Meacci (Armunia Festival della Riviera, Livorno) Per filo e per Segno (Mogliano V.to, Treviso).
Da tempo ha intrapreso un percorso che tende a valorizzare l’incontro tra le persone, dedicando una parte importante della sua attività alla creazione di laboratori formativi e spettacoli con persone disabili.
Sperimenta nuove forme di drammaturgia in particolare sulle biografie degli attori in stretta collaborazione con F. Niccolini.
Ha ideato il Progetto T&H (progetti teatrali tra disagio e sociale) nell’ambito del quale ha messo in scena tra gli altri: I Magnifici Quattro e Un’Odissea.
Ha realizzato in collaborazione con Officina Danza di Padova e la coreografa Laura Pulin la regia e l’allestimento di Caffè…Caffè, spettacolo di teatro danza ispirato alle vicende e ai personaggi che popolano i caffè storici.
Ha realizzatocon Natalino Balasso e Gabriele Vacis la ripresa dello spettacolo Libera Nos, spettacolo di grande successo andato in scena per la prima volta nel 1992 con M. Paolini.

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