Stefano Guglielmin

teme la morte perché non viene a mezzadria. dopocena, poi
lascia i vermi sul piatto e non dà il resto. lui preferisce
il negozio: dare e avere, comprare. ma la morte è una bocca
impagabile, una ciste che va in fregola appena la sfiora.
quando la tocca, tutta la madre trema.
Da C’è bufera dentro la madre
(Per altri testi dalla stessa raccolta: qui)
Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI), dove vive e lavora come insegnante di lettere. Tra le altre cose ha pubblicato come a beato confine (Book Editore, 2003, premio Lorenzo Montano), La distanza immedicata / The immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006, finalista al premio “Montano” Verona, segnalato ai premi “Campagnola” di Padova e al “Gozzano” di Terzo, prov. Alessandria), Erosioni, in AA. VV., Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est (Fara 2008, pp.189-201), C’è bufera dentro la madre (L’arcolaio, 2010) ed i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001) e Senza riparo. Poesia e finitezza (a cura di G. Fantato, La Vita Felice 2009). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Dirige la collana di poesia “Laboratorio” per le edizioni “L’Arcolaio”, “Segni” per conto de Le Voci della Luna. E’ consulente editoriale per Puntoacapo Editore. Gestisce il blog di poesia Blanc de ta nuque (http://golfedombre.blogspot.com/). Altro sito di riferimento dove compaiono dei testi di Stefano Guglielmin dal suo saggio Senza riparo: http://senzariparo.blogspot.com/